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21 novembre 2016
frankgallucci
Milanese
26 novembre 2016

 

cucinell

 

Brunello Cucinelli nasce a Castel rigone nel 1953 esattamente il 3 settembre.

Di estrazione contadina, fatto di cui ne va estremamente fiero, è uno dei pochi imprenditori che realmente sottolinea il fatto che il lavoro nobilita l’uomo.

I primi quindici anni della sua vita li vive in campagna e poi si trasferisce in città quasi in concomitanza dell’iscrizione alla facoltà di ingegneria che abbandona dopo soli tre anni e con scarsi risultati.

Una volta terminata l’esperienza universitaria Si dedica a ciò che poi sarà il lavoro della sua vita.

Viene etichettato come visionario perché è stato il primo a colorare il cachemire e soprattutto a vestire l’universo femminile con questa nobile fibra anche perché fino agli anni ottanta il cachemire era quasi totalmente considerato solo nell’universo maschile attraverso cappotti e maglieria!! Nel suo laboratorio di 40 metri quadrati ( situato all’interno della casa dei suoi genitori ), Brunello crea la sua  prima collezione femminile e parte alla volta del Trentino alto adige dove riesce a vendere la sua piccola collezione ad un gruppo di estimatori locali.

donne-cucinelli

Nel 1978  finalmente fonda ufficialmente la società con sede a Ellera di Corciano.

Durante i primi anni ’80 acquisisce una partecipazione nell’azienda “Rivamonti”, società già attiva nel settore della creazione e produzione di maglieria in lana a cui Brunello ci affianca l’inserimento di filati di cachemire per impreziosire il prodotto.

Cucinelli auspicando un’espansione non circoscritta al solo terriorio natio, volge il suo interesse agli Stati Uniti d’America e attraverso le agevolazioni finanziarie che il governo italiano negli anni ’84-85 ha disposto, riesce ad approdarci fondando la Brunello Cucinelli USA Inc. come rivenditore all’ingrosso e importatore di cachemire.

Dopo quasi nove anni l’azienda consta di 30 dipendenti e quasi 30 miliardi di lire di fatturato e decide in seguito a questo suo ingrandimento, di trasferire la sede ufficiale a “Solomeo” il suo attuale fortino.

Dopo la “Rivamonti”, Cucinelli negli anni ’90 entra in Gunex riuscendo così ad affianacare alla maglieria in cachemire Cucinelli e alla maglieria in lana sotto il marchio “Rivamonti” anche i pantaloni e le gonne a marchio “Gunex”.

Proprio nel 1994 apre il primo monomarca a Porto Cervo.

Questi due marchi che hanno contribuito alla crescita esponenziale dell’azienda hanno cessato di esistere nel 2012 e il tutto rientra sotto BRUNELLO CUCINELLI.

L’azienda si fa portavoce nel mondo della mera artigianalità italiana facendo si che qualsiasi prodotto sia esclusivamente 100% “made in italy”: la produzione del total look cucinelliano si divide fra 4 regioni:

 

Umbria : maglieria e abbigliamento, pelle e capispalla

Marche : pellicceria

Toscana : scarpe donna, capispalla, pelle e accessori

Veneto : capispalla, pelle, scarpe donna e accessori

 

Ciò che realmente contraddistingue questa azienda è inevitabilmente la mentalità capitalistica 2.0 del suo fondatore attraverso delle logiche aziendali che si distanziano molto dai soliti canoni dei vari imprenditori:  dignità del profitto, rapporto speciale con il territorio, in un progetto di sviluppo di crescita non eccessivo ma costante.

brunello_cucinelli-in-fabbirca

Lo stile Cucinelli è molto riconoscibile e non perché vi sia una certa stravaganza nel notarlo ma proprio perché si cela dietro un’ inestimabile sobrietà. Le collezioni che vengono sfornate di anno in anno presentano comunque un minimo comune denominatore dal quale il patron non vuole distaccarsi: cioè il concetto di ”lifestyle” che le contraddistingue..un concetto che vede una notevole longevità di utilizzo dei suoi capi.

Scendendo nello specifico si può affermare con assoluta certezza che un capo cucinelliano comprato nel 2015, nella maggiore delle ipotesi può essere utilizzato anche a distanza di anni; una corrente di pensiero distante dalle logiche commerciali attuali che si tengono lontane perché secondo il pensiero di molti la moda è un qualcosa di veloce, da “bruciare “ rapidamente anno dopo anno. Ecco Cucinelli rappresenta lo “STILE”, lui di moda non vuol sentirne parlare.

Tornando alle collezioni che si sono succedute negli anni, si nota che vi sono dei capi e dei colori che sono divenuti iconici e immediatamente riconducibili al brand: ci riferiamo all’utilizzo costante dei colori grigio e beige negli accostamenti, al doppiopetto con i bottoni ravvicinati rispetto al doppiopetto convenzionale tanto da coniare un nuovo nome a riguardo: “ petto e mezzo”; i pantaloni “Cargo” riportati in auge, la cintura in pelle con l’estremità in acciaio portata rigorosamente penzoloni per dare un tono meno impettito, la calza grigia a vista con un pantalone rivoltato portato abbastanza corto…questi i capisaldi.

brunellocucinelli

cargo brunellocucinelli

Brunello Cucinelli

calza-grigia

Non è solito vedere sbandieramenti eccessivi in Festival, red carpet, film e quant’altro di Cucinelli perché preferisce discostarsi, ma durante l’utlima edizione dell’agente segreto più famoso del mondo “James Bond 007”, il protagonista Daniel Craig ha chiesto espressamente alla costumista Jany Temime di voler indossare a tutti i costi le creazioni di Cucinelli. Risultato?? Beh i capi scelti per la scena del film si amalgamano perfettamente con l’ambientazione circostante dove predomina il grigio di una costruzione futuristica e il color sabbia del deserto in cui questa costruzione è ubicata.

Ciò che realmente contraddistingue l’azienda Brunello Cucinelli è inevitabilmente la mentalità capitalistica 2.0 del suo fondatore, attraverso logiche aziendali che si legano alla dignità del profitto, al rapporto speciale con il territorio, in un progetto di sviluppo di crescita non eccessivo ma costante: “Dare all’impresa un senso che vada oltre il profitto, e reinvestire per migliorare la vita di chi lavora, per valorizzare e recuperare le bellezze del mondo”, queste le parole di Cucinelli, per definire il suo “capitalismo etico”, tramutate in fatti con il restauro del borgo di Solomeo, la tutela del territorio umbro e la creazione di una Scuola ed una Fondazione, operanti nella direzione dei valori umani intesi come “relazione tra le persone e le diverse attività che animano la società degli uomini”.

 

Grazie a questa “impresa umanistica” è facile comprendere come la figura imprenditoriale di Brunello Cucinelli, si fonda con quella filosofica legata ai beni non materiali, dando vita ad un’etica volta al “bene supremo” di dare dignità all’uomo attraverso il lavoro, mettendolo al centro di qualsiasi processo produttivo.

CarolinaCucinelli;Federica Cucinelli;Brunello Cucinelli;Camilla Cucinelli

Carolina Cucinelli – Federica Cucinelli – Brunello Cucinelli – Camilla Cucinelli

 

 

Frank Gallucci & Francesco Tarabuzzi