frankgallucci missoni
Originality
10 maggio 2016
frankgallucci
Colorful
25 maggio 2016
tie frankgallucci

Dimmi che cravatta hai e ti dirò chi sei…

Questo il vecchio detto dei gentlemen di un tempo!! Si potrebbe etichettare come un accessorio democratico in grado di poter mettere tutti quanti sullo stesso piano senza effettuare distinzioni. La cravatta appare per la prima volta durante la Francia di Luigi XIII a seguito di un reclutamento di soldati croati i quali portavano attorno al collo un foulard annodato…poi sotto il regno del famoso Luigi XIV la cravatta entra di prepotenza come usanza quotidiana simbolo e sinonimo di eleganza e ricchezza; addirittura con la rivoluzione francese la cravatta diventa uno status-symbol in quanto il rivoluzionario la indossava nera e l’antirivoluzionario la indossava bianca.

Da allora il suo utilizzo ha avuto molteplici sfaccettature; i nodi sono diventati tantissimi e le tipologie altrettanto: nodo piccolo, nodo mezzo windsor, windsor, italiano, pratt e via discorrendo…Zalando in un suo articolo mette in mostra i vari nodi e le varie tipologie di cui poter usufruire: www.zalando.it/come-fare-il-nodo-alla-cravatta

Siamo partiti da cravatte molto ampie fino ad arrivare a cravatte finissime passando per le cravatte cosiddette a calzino cioè quelle la cui fine vede un taglio orizzontale piuttosto che a punta…

molte sono le aziende che strizzano un pochino di più l’occhio alla moda piuttosto che allo stile e per questo da qualche anno a questa parte hanno deciso di rimpicciolire la dimensione delle cravatte rendendole più adatte ad uno stile contemporaneo… quando parlo di questi ridimensionamenti mi riferisco alle cravatte con un’ampiezza di 4-5 centimetri le quali hanno preso piede anche grazie all’utilizzo di famosi personaggi nell’ambito del jet set hollywoodiano o cantanti molto in voga.

Personalmente devo dire che non sono molto avvezzo a queste ultime ma comprendo totalmente alcune logiche di stile. Quando si parla di cravatta, di ampiezza e di tessuto non si può non menzionare il numero di pieghe che la caratterizza: più il numero di pieghe è alto e più è alta la quantità di tessuto utilizzato per fare la cravatta…nella sartoria napoletana si è soliti vedere a cravatte da sette pieghe in su e anche se io non ne sono un fruitore accanito devo confessare che il fascino di queste cravatte è di gran lunga superiore.

Dopo questo excursus ritengo doveroso entrare nel dettaglio della quotidianità; anche in Italia, terra di inestimabile cultura di stile, vi sono alcuni ambienti che a mio modesto avviso andrebbero un po’ svecchiati o per lo meno rivisitati per il loro essere troppo anacronistici o comunque restii ad alcuni cambiamenti..

A questo proposito vi lascio con la mia intervista rilasciata a Zalando in cui metto a fuoco la mia visione nell’utilizzo di questo accessorio diventato quasi un “must-have” per il gentleman moderno; il mio nodo preferito e la tipologia di cravatta da utilizzare per evitare di essere troppo impettiti e pretenziosi nell’indossarla

appuntidimoda.zalando.it/il-gentleman-moderno