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13 ottobre 2015
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13 ottobre 2015

gianni agnelli frank gallucci

Nell’intero mondo la parola “Avvocato” indica una professione. In Italia la stessa parola identifica un uomo. L’avvocato Gianni Agnelli.

Giovannino Agnelli nasce nel 1931, il 12 Marzo, a Torino, da Edoardo Agnelli, figlio di Giovanni “Il signor FIAT”, e da Virginia Bourbon del Monte, della dinastia dei Borbone del Monte, tosco-umbri. Nipote prediletto, cresce con la consapevolezza di appartenere ad una famiglia importante, molto ricca e al di sopra di tutte le altre,

Così, a cavallo tra gli anni Quaranta e i Cinquanta, Gianni comincia a prendere dimestichezza con quelle che lui stesso definirà le sue passioni di gioventù: “Le macchine veloci, il tappeto verde e le belle donne”. Stringendo amicizia con i playboy dell’epoca, che gli faranno compagnia nelle sue scorrazzate ed avventure in Italia e non solo, stabilisce la sua basa sulla Costa Azzurra:” Scapolo, con una rendita, nel Cinquanta, di oltre seicento milioni di lire l’anno- così Enzo Biagi descrive il rampollo Agnelli-. Dispone di un aereo personale, di uno yacht, di tutto quello che serve, insomma, per farsi notare”.

Amante delle belle auto così come delle belle donne: tra le sue amanti si annoverano bellezze del calibro di Anita Ekberg. “Per

Gianni la donna va conquistata- dice Marella Caracciolo di Castagneto, moglie dell’Avvocato-. Non si innamora”. “Solo le cameriere si innamorano” diceva. Persino il presidente Saragat ironizzò sul suo modo di fare con le donne, ad una cena:” Adesso che è presidente della Fiat, caro Gianni, non potrà più corteggiare le ragazze!” e prontamente l’Avvocato rispose:” Allora mi dimetto subito!”.

L’avvocato si sposa il 19 novembre 1953 con la principessa Marella Caracciolo di Castagneto, nel castello di Osthofen, nei pressi di Strasburgo. La coppia si costruirà una fama internazionale, viaggiando nelle capitali più importanti e nelle mete più esclusive, riempiendo le case di Torino, Roma, New York di quadri ed opere d’arte di alto valore, intrecciando amicizie ai massimi livelli.

I salotti in cui gli Agnelli sono regolarmente invitati sono quelli di Kennedy, Onassis, Rockfeller, Rothschild, Ford, Thyssen, Sachs, Kissinger, mentre entrambi figurano nella classifica mondiale dei personaggi meglio vestiti, arrivando ad una popolarità inaudita.

I suoi vezzi divennero un modello per tanti: l’orologio sopra il polsino, la cravatta sopra il maglione, la camicia Brook Brothers sbottonata.

Per essere al top non serve la corona reale: i coniugi Agnelli vennero spesso paragonati ai Kennedy. Entrambi sono moderni, eleganti, ricchi, pieni di gusto e di glamour; entrambi sono mariti infedeli, entrambe sono mogli pazienti.

Negli anni ’70 la Fiat si immerge nel suo periodo buio, di debiti e di forti tensioni sindacali, ma nonostante questo l’accoppiata Gianni-Marella non perde appeal. Gianni diventa un idolo, un esempio da seguire per migliaia di yuppies rampanti: nel 1975 il suo viso abbronzato e rilassato finisce undici volte sulle copertine delle riviste.

E’ osannato anche dalla stampa internazionale: per Paris Match ha “l’effige di un condottiero”; Life vede in lui ” la fisionomia di Giulio Cesare”; per Stern è ” l’ultimo signore d’Italia”. Parlano bene di lui anche Enzo Ferrari e Federico Fellini, che Enzo Biagi definisce, insieme a Gianni, gli unici ” tre italiani da esportazione”.

Il 24 gennaio 2003 Gianni Agnelli si spegne a Torino nella sua storica residenza collinare a Villar Perosa per un tumore.

 

L’ orologio sopra il polsino.

 

 

foto agnelli

 

Leggenda narra che, durante un meeting, un bottone della sua camicia Brooks Brothers botton down si ruppe. Pur di non rimanere con il polsino svolazzante sotto la giacca, decise di spostare l’orologio sopra di questo, per tenerlo fermo.

Voci di corridoio , invece, dicono che, essendo l’avvocato uomo molto avaro, portasse l’orologio al  di sopra del polsino per non rovinarlo eccessivamente.

Che si ascolti la leggenda o la voce di corridoio, il mito dell’orologio sopra il polsino caratterizza la figura dell’avvocato.

I segnatempo che preferiva erano sicuramente l’IWC portofino con fasi lunari, il Rolex Daytona per seguire le sue amatissime Ferrari e l’Omega Ploprof, enorme orologio da immersioni.

 

Il Giorno, la Sera, la Notte.

 

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“Grigio di giorno, Blu di sera. Facile”. Questa era la risposta che ogni singolo giornalista si sentiva rispondere alla questione “Che colori indossa, Avvocato?”.

Flanella invernale, fresco di lana, lana cardata, tasmania, gessato o tinta unita, l’importante è che quando il sole splende alto nel cielo, l’abito sia grigio. Mentre, quando la luna abbaglia nel mezzo della notte, il colore nel quale essere avvolti sia il Blu.

Tratti somatici eterni degli abiti del guardaroba di mr. Agnelli sono sicuramente i suoi ampi revers, che siano a lancia (i preferiti dall’avvocato) o classici. Queste opere d’arte di alta sartoria venivano create dai fratelli Giulio e Tommaso (tommy) Caraceni di Roma, e dal più tradizionale ago di H. Huntsman and Sons, al numero 11 di Savile Row, nelle cui stanze spesso incrociava i Windsor.

Per quanto riguarda l’abito da sera, fu uno tra i primi ad utilizzare il Blu notte per confezionare il tuxedo. Tagliato in mille maniere, poteva essere tradizionale, monopetto sciallato o monopetto con revers a lancia, oppure più particolare, doppiopetto classico o sciallato.

 

 

La scarpa

 

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L’avvocato fu, non solo un precursore per quanto riguarda il suo savoir faire, il suo savoir vivre, il suo savoir habiller, ma anche dal punto di vista calzaturiero. Infatti fu tra i primi ad indossare le Driving Shoes, i mocassini, importando il famoso gommino dall’America all’Italia. Creatore dei suoi modelli era Davide Miserocchi, dell’omonimo calzaturificio nella zona di Domodossola.

 

frank gallucci gianni agnelli

frank gallucci gianni agnelli boots

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oltre ai mocassini, Gianni indossava scarpe comode, tondeggianti, dalle forme inglesi. Era noto per riuscire a matchare perfettamente un abito formale con uno scarponcino casual e morbido, calzatura che era costretto ad indossare per poter rimanere a suo agio a seguito dei numerosi incidenti che lo avevano lasciato offeso alla gamba.

 

 

Il Solaro

 

Gianni-Agnelli solaro

Abito che sottolinea l’essenza dell’avvocato è sicuramente il solaro. Cucito a sua immagine e somiglianza dalle abili mani dei fratelli Tommaso e Giulio Caraceni a Roma, quest’abito dalla doppia trama ha sottolineato la figura di mr.Agnelli.

La camicia al di sopra della quale è indossato questo capolavoro di sartoria è una botton-down di Brooks Brothers, sua etichetta preferita insieme al camiciaio genovese Finollo, per le occasioni più formali.

La cravatta, mai annodata alla perfezione ma sempre di fretta, è del maestro Turnbull and Asser in Jermyn Street, Londra. Ovviamente, insieme alle meraviglie di Turnbull, indossava anche le uniche creazioni del grande Eugenio Marinella.

 

Il tempo libero

frank gallucci gianni agnelli denim shirt

Il tempo libero dell’avvocato è avvolto in un panno di Jeans. Infatti questo materiale ha sempre segnato il leisure time di Gianni. Allo stadio, dalla sua amata Juventus, portava una camicia di Jeans levi’s washed, supportata, per difendersi dal freddo delle domeniche torinesi, da un piumino smanicato, elemento caratterizzante le domeniche calcistiche. Lo smanicato era normalmente di Fay o di Paragon, negozio newyorkese amato dall’avvocato per l’abbigliamento sportivo.

La camicia di jeans, in ogni caso, condisce la figura di Gianni Agnelli durante tutto il corso della sua vita. Collo morbido, tasche sul petto, rigorosamente washed, lo accompagna in tutte le vacanze, dai mari alle campagne, passando per la montagna.

 

gianni agnelli on frank gallucci

agnelli in montagna

Montagna che vede un’Agnelli sciatore incallito, ma sempre avvolto in una camicia di jeans, portata sopra ad un turtleneck di cashmere. L’avvocato era solito sciare a Cortina, St. Moritz o Sestriere. Proprio quest’ultima località fu inventata, come località sciistica e di turismo, dal nonno Giovanni attorno agli anni 30.

 

 

Costume

 

gianni agnelli naked

Non Pervenuto.

 P.s. Nel caso fosse obbligato a portarlo, indossava normalmente i Vilebrequin.

Che lo si sia amato o odiato, l’Avvocato ha lasciato un segno incancellabile nella nostra nazione e nel mondo.

 

 

 

Federico Lapo Bonini