frankgallucci missoniss17
Goodbye October…
5 novembre 2016
frankgallucci stockholmfashionweek
Stoccolma
15 novembre 2016
frankgallucci

 

  • Large photos
  • Small photos

Photo by Andrea Menin of ChillaxingRoad

 

Un ordinario pomeriggio a milano.

Era da tempo che avevo individuato questo ponte vicino casa quindi appena ho potuto ne ho approfittato per scattare un outfit con il gilet e dare qualche opinioni sul suo utilizzo. Per molti, l’utilizzo di questo capo è legato esclusivamente al canonico abito ma in realtà non dovrebbe essere proprio così; ovviamente estrapolare un gilet da un abito creato appositamente per esso e riproporlo su un outfit casual diventa più difficile a meno che non si presti abbastanza bene da un punto di vista cromatico.

Storicamente il gilet nasce in Francia quando Re Luigi XVI impone ai suoi cortigiani un certo stile di vita che si riflette anche sull’uniforme: un modo per distinguersi dalla borghesia. Da qui parte il concetto del gentiluomo, dell “homme de qualitè”. Nasce l’abito alla francese, tre pezzi, giacca, gilet e culotte che non era altro che un pantalone attillato e lungo fino al ginocchio. Originariamente i volumi e le proporzioni di tale capo erano ben diverse da quelle attuali: inizialmente il gilet prevedeva le maniche lunghe, un colletto e una lunghezza considerevole. Con il passare del tempo si è andati incontro ad un ingentilimento attraverso la riduzione drastica della lunghezza fino a farlo arrivare alla vita ed eliminando totalmente le maniche e il colletto.

Appannaggio dell’universo maschile fino alla metà del 1900, poi finalmente attraverso l’ausilio dei media al termine degli anni ’60 entra nel guardaroba femminile; la prima a sdoganare la sua immagine fu Liza Minnelli in ” Cabaret”. A breve troverete in un’altra sezione la descrizione accurata della storia del gilet e la sua evoluzione nei secoli.

Il mio look?? Diciamo un utilizzo del tanto amato gilet in chiave moderna…Partendo da tale indumento gli ho accostato due capi in denim in scala di colori partendo dal più scuro per dare continuità cromatica alle iconiche gazelle adidas, fino al denim con lavaggio più chiaro della camicia. Il denim del pantalone che indosso nello specifico appartiene ad una categoria di tessuto giapponese che non perde quasi mai il proprio fit neanche se sottoposto ad un considerevole stress giornaliero.

 

Frank Gallucci