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“Dressing well is a form of good manners”

Quando si parla di una figura rivoluzionaria nel mondo della moda, si fa riferimento ad un individuo che, tramite la propria creatività e il suo concetto di stile, riesce ad influenzare un intero settore, in maniera talmente profonda da arrivare fino a toccare il modo di vestirsi e comportarsi della gente comune, che indossa un abito ogni giorno recandosi in ufficio. Senza ombra di dubbio, Thomas Carlyle Ford, meglio noto come Tom Ford, rientra in questa ristretta categoria, grazie al suo operato degli ultimi trent’anni. Nato ad Austin, in Texas, nel 1961, dall’unione fra gli agenti immobiliari Thomas David Ford e Shirley Burton, è per molti un vero e proprio guru, proprietario del noto brand che porta il suo stesso nome, ma entrato di diritto nell’olimpo dopo aver portato il marchio Gucci dalla bancarotta ad una valutazione multi miliardaria nei primi anni novanta.

Sin da giovanissimo, sviluppa una forte propensione al bello e alla cura del dettaglio, consigliando spesso a sua madre quali scarpe indossare e quale acconciatura fosse a lei più adatta; egli stesso, in età adulta, descriverà la sua ricerca della perfezione come una vera malattia.

All’età di 17 anni si trasferisce a New York per inseguire il sogno di diventare attore, ma nel frattempo studia Storia dell’Arte alla New York University per un breve periodo. Messi da parte i sogni relativi alla recitazione, Ford si iscrive alla Parsons School of Design, ma dopo poco si rende conto che l’Architettura è troppo seria per lui, tuttavia scopre una forte passione per i dettagli di stile da implementare alle figurine che dovevano popolare i suoi progetti di architettura. In quegli anni la sua frequentazione assidua al leggendario Studio 54, lo porta a conoscere personalità di spicco della cultura Pop, fra i quali il leggendario Andy Warhol.

Un anno prima di laurearsi, Ford si trasferisce a Parigi ed incomincia a respirare l’ambiente lavorativo legato al mondo della moda grazie ad uno stage nell’ufficio stampa di Chloè. Nel 1986, si laurea in architettura ma il suo intento primario è quello di trovare lavoro nel mondo della moda. Il primo impiego arriva presso la designer newyorkese Cathy Hardwick, dove impara le basi di modellistica. Nel 1988 passa alla Perry Ellis come direttore creativo sotto la supervisione di un personaggio di un certo rilievo: Marc Jacobs.

Dopo soli due anni, Ford decide di trasferirsi in Europa, dove arriva la vera svolta, datata 1990, anno in cui entra a far parte della casa di moda italiana GUCCI come responsabile ready-to- wear del womenswear, supervisionato dall’allora direttore creativo Dawn Mello. Nel 1992 comincia a scalare le posizioni all’interno dell’azienda passando a direttore del design maschile e della profumeria, fino ad arrivare a disegnare ben undici linee di prodotto nel 1993. Nonostante l’indiscutibile qualità del lavoro svolto, Ford fu costretto molte volte a scontrarsi con il presidente Maurizio Gucci, il quale aveva differenti opinioni in merito allo stile da seguire, tuttavia, grazie all’intervento dell’allora CEO Domenico De Sole, Ford giunge al momento più importante della sua carriera nel 1994, quando diventa Direttore Creativo del brand con grosse responsabilità anche sull’immagine del marchio decretandone un definitivo cambio di marcia: a lui si devono le campagne pubblicitarie mirate dopo il 1995, fotografate dal maestro Mario Testino e altri del calibro di Terry Richardson:

Nel 2004, dopo ben 15 anni di onorata carriera, e una rivoluzione del marchio, a malincuore, Tom Ford e il suo fidato amico Domenico De Sole decidono di lasciare Gucci a causa di alcune divergenze con la proprietà.

 

Conoscendo meglio di chiunque altro le capacità dello stilista, De Sole incoraggia Ford a fondare il proprio brand, portando così alla nascita di “TOM FORD” nel 2006.

Il brand, focalizzato sulla produzione di una linea abbigliamento formale maschile, completa di accessori quali occhiali e prodotti di bellezza, raggiunge un immediato successo e in breve tempo si completa con la realizzazione di una collezione dedicata alla donna.

A partire dal 2008 disegna il guardaroba di James Bond, interpretato da Daniel Craig nelle pellicole “Quantum of Solace”, “Skyfall” e “Spectre”, unendo così l’amore per la moda a quello per il cinema. L’amore per la settima arte lo porta nel 2009 a dirigere con successo il suo primo film “A Single Man”, tratto dal romanzo di Christopher Isherwood, seguito nel 2016 dal suo primo lavoro come scrittore e co-produttore, il thriller psicologico “Nocturnal Animals”.

Innumerevoli sono le celebrities, che si sono affidate a lui per risultare impeccabili sui red carpet di tutto il mondo, fra i quali Ryan Gosling, Julienne Moore, Anne Hathaway, Colin Firth, Johnny Depp molti altri, compresa la ex First Lady Michelle Obama.

Nel Settembre 2016, Ford ha nuovamente lasciato il segno sul mondo della moda contemporanea, aderendo al progetto “see now, buy now”, presentando a New York, una collezione maschile per l’autunno inverno acquistabile il giorno seguente alla presentazione stessa, contrariamente alle dinamiche classiche, che vedono le stagioni presentate sempre con un anno di anticipo rispetto alla loro effettiva disponibilità all’acquisto.

Lo Stile

A proposito dell’eleganza, Ford ha affermato: «Non si deve essere ossessionati dagli abiti sartoriali. Meglio forme classiche e senza tempo che danno agli uomini spalle forti, vita stretta e gambe lunghe. La semplicità funziona sempre.» «Odio questa moda della giacca corta. Un uomo che mostra il sedere non mi sembra per niente sexy, sembra una hostess vista da dietro.»

Sin dall’inizio, la strada verso la quale Ford ha voluto dirigersi è stata quella di un uomo virile, deciso, un uomo da ammirare. La percezione dell’uomo Tom Ford è esattamente quella di una notevole perfezione nelle proporzioni e nei colori.

 

A distinguere gli abiti da lui disegnati sono i tessuti dalle fantasie classiche come lo Chevron e il Principe di Galles, o monocolore nelle scale del blu, del grigio e del nero, la meticolosa cura dei dettagli e la silhouette marcatamente mascolina. Le spalline sono costruite e fanno da cornice agli ampi revers a lancia; le asole sui revers sono in stile milanese, mentre sulle maniche vengono applicate cinque asole di cui l’ultima prima del fondo manica viene volontariamente realizzata più grande.

Questi i capisaldi che riflettono la personale concezione di eleganza espressa dal visionario stilista americano, per il quale il vestirsi con cura altro non è che una forma di buone maniere, che permette ad un gentiluomo di presentare agli altri la miglior versione di sé.

www.tomford.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Frank Gallucci & Francesco Tarabuzzi